domenica 30 novembre 2008

APPUNTAMENTI PER IL MESE DI NOVEMBRE

  • venerdì 21 novembre alle ore 17.00 presso il salone della scuola Dante Alighieri piazza Rissotto n° 2 Genova Bolzaneto è convocato in assemblea il comitato Sosscuole Valpolcevera :organizzazione della manifestazione del 29 novembre.

  • sabato 29 novembre  SOS SCUOLE VALPOLCEVERA Coordinamento di Vallata partecipa alla CAMMINATA...PER LA SCUOLA....NON COMPETITIVA alle ore 9,30 al Porto Antico. (leggi il manifesto)
E' stato scelto un sabato per valorizzare la partecipazione dei genitori e dei cittadini e delle cittadine che non hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio dissenso in occasione delle manifestazioni sindacali di categoria del 17 e 30 ottobre.



sabato 29 novembre 2008

29 NOVEMBRE 2008 CAMMINATA...PER LA SCUOLA....NON COMPETITIVA

























SABATO 29 NOVEMBRE 2008 ORE 9.00 CI INCONTRIAMO TUTTI A BRIN 

SOS SCUOLE VALPOLCEVERA - coordinamento di vallata, si riunisce a BRIN (stazione metro) alle ore 9.00, poi prosegue con il metrò con destinazione San Giorgio dove si ricongiunge con gli aderenti alla manifestazione indetta dai sindacati scuola CGIL CISL SNALS avente come slogan: CAMMINATA PER LA SCUOLA NON COMPETITIVA
La passeggiata seguirà il seguente percorso: Porto Antico, Piazza della Nunziata,Via Garibaldi, Via XXV Aprile, Piazza De Ferrari, ritorno al Porto Antico, bimbi liberi di giocare e dare sfogo all'entusiasmo.
Arriveremo col nostro striscione. I partecipanti in arrivo dalle alture (Mignanego, Campomorone, Serra Riccò, Pontedecimo, eccetera) possono utilizzare il treno locale che arriva a Rivarolo alle 8.44 (parte alle 8.33 da Pontedecimo) poi proseguire con il 7 oppure con il 270 fino a Brin
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domenica 23 novembre 2008

MORTE BIANCA NEL LICEO DARWIN A RIVOLI

SOSSCUOLE VALPOLCEVERA esprime tutto il dolore dei genitori e degli insegnanti per la morte di Vito Scafidi.

Chiediamo a tutti di riflettere sulla verità della situzione nelle scuole : edifici inadeguati, non sicuri, pericolosi...e di denunciare qualsiasi situazione di pericolo

NON SI PUO' RISPARMIARE SULLA SCUOLA



RETE SCUOLE, MILANO 23/11/08

Chi si rivede, i maestri unici
di Viva la scuola


il manifesto del 20 Novembre 2008
SCUOLA E UNIVERSITÀ

Chi si rivede, i maestri unici

Approvata la legge il governo sperava che la protesta si placasse, ma le elementari saranno in piazza il 29 novembre

Luca Fazio
MILANO

Non bisogna farsi ingannare dalla calma piatta, perché sta arrivando lo tsunami. Ci sono onde che hanno origine da un terremoto sottomarino, scrutando l'orizzonte piatto delle notizie telecomandate sembra che non stia succedendo niente, e invece tutte le sere, in tutta Italia, centinaia di scuole si riempiono di maestre, maestri e genitori. Sanno già tutto, ma continuano a discutere. Vogliono durare un minuto in più del ministro Mariastella Gelmini. L'energia è invisibile ma costante e quando l'onda si avvicina alla terra la sua altezza aumenta e coglie tutti all'improvviso. Il prossimo approdo - perché negli abissi della scuola elementare ci si sta attrezzando per durare tre anni - è già stato fissato per sabato 29 novembre e conviene non stupirsi se altre centinaia di migliaia di persone (senza l'appoggio di partiti o sindacati) riempiranno di nuovo le piazze del paese.
La macchina organizzativa, messa in piedi da un impressionante reticolo di contatti che fa capo all'associazione ReteScuole, è già al lavoro dallo scorso 31 ottobre, il giorno dopo lo straordinario sciopero generale in difesa della scuola pubblica. Ma già dopodomani, a macchia di leopardo, le scuole elementari di decine di città scenderanno in piazza per un primo ritorno di visibilità (Bologna, Cologno Monzese, Merate, Concorezzo, Sesto San Giovanni, Lucca, Torino...).
«In tutto il paese - spiega Mario Piemontese, che tutte le sere rimbalza nelle scuole della provincia di Milano - stiamo facendo una valanga di riunioni con uno scopo ben preciso. In ogni scuola elementare stiamo lavorando affinché si formi un comitato di genitori e maestre, mentre nelle superiori cerchiamo di costruire comitati che tengano insieme studenti e professori. Questa sorta di meticciato tra ordini di scuole diverse, dalle elementari all'università, è un fatto assolutamente nuovo». E sta funzionando? «La prova ce l'avremo il 29 novembre», dice Piemontese. Si direbbe però che la fiducia non manca, considerando che a Milano, la città dove ReteScuole è da anni il primo vero motore della protesta, sono già stati convocati non uno ma tre cortei che convergeranno su piazza Duomo trascinati da camion musicali, clown, bambini e compagnie cantanti. Decine di migliaia di persone diranno «Io non ci sto» partendo da piazzale Baracca (ritrovo per le scuole dei comuni della zona nord e ovest), da piazza Lima (scuole dei comuni dell'est) e da Porta Romana (zona sud). Viste le premesse, qualcuno, incrociando le dita, si azzarda a dire che sarà una manifestazione più grande di quella che riempì piazza Duomo ai tempi della famigerata riforma dell'allora ministro Moratti (grasso che cola se paragonata allo scempio preparato da questo governo Berlusconi). Un altro corteo, ancora da preparare nei dettagli, è previsto a Roma, mentre a fare da contorno sono già fissate manifestazioni a Torino, Bologna, Parma, Napoli, Reggio Emilia e Venezia...
Si fa presto a chiedere «e dopo?», come se sempre le proteste potessero vivere di fiammate improvvise e spettacolari. Eppure «il dopo», alle elementari, è già stato preparato con cura. La «botta grossa», infatti, è prevista tra febbraio e marzo, quando dal ministero arriveranno i regolamenti attuativi che entreranno nello specifico dei tagli: quali, quanti e soprattutto in quali scuole andranno ad incidere. «La rete sottotraccia di maestre e genitori - dice Piemontese - è destinata a durare tre anni, il tempo che ci metterebbero a distruggere la scuola pubblica». La prima mossa è già stata preparata da tempo. Alle preiscrizioni di gennaio, i docenti proporranno ai genitori che ancora hanno i bambini all'asilo un modello di domanda di iscrizione in cui possano espressamente richiedere il tempo pieno e la scuola di 40 ore, in modo da confermare l'offerta dei programmi dell'anno precedente. I genitori - insieme alle maestre - sono la chiave del successo di questo movimento sotterraneo. Lo spiega così Roberto Ciullini, un «prototipo» interessante, visto che da quando è esplosa la protesta passa la serate nelle scuole elementari (non solo in quella di sua figlia) e poi stila la lista delle iniziative dei giorni successivi. «Un mese fa - spiega - ci sbattevamo solo noi genitori di sinistra, oggi invece abbiamo dalla nostra parte anche i genitori di destra e quelli politicamente non schierati. Questo ci spinge ad andare avanti, è chiaro che il lavoro delle maestre ormai è riuscito a spostare l'opinione dell'elettore non di sinistra».
Non è un caso se Berlusconi fa lo sprezzante con l'Onda universitaria mentre è costretto a muoversi con cautela con il «popolo» di maestre e genitori che si agitano nel mare della scuola pubblica italiana.


giovedì 20 novembre 2008

GELMINI - CATERINA GUZZANTI

http://www.youtube.com/watch?v=oGMHRHMwTZM

mercoledì 19 novembre 2008

INCONTRO NAZIONALE DELLE SCUOLE 15/11/2008


Incontro nazionale delle scuole
Firenze 15 novembre 2008

Il 15 novembre si è svolto a Firenze un incontro cui hanno partecipato genitori e insegnanti di coordinamenti, assemblee e scuole di Firenze, Sesto Fiorentino, Valdera, Versilia, Lucca, Pistoia, Pisa, Arezzo, Cavriglia, Perugia, Roma, Napoli, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Venezia.

Alla fine della discussione l'Incontro nazionale delle scuole dichiara:

di opporsi al disegno di distruzione del sistema scolastico italiano e difende l’attuale modello di scuola elementare (il tempo pieno e i moduli) e dell’infanzia che negli anni ha prodotto risultati eccellenti, oltre a sostenere UNA SCUOLA A MISURA DI BAMBINO.Inoltre, l'Incontro nazionale delle scuole ritiene fondamentale battersi affinché:

  • la scuola sia di tutti e sia laica;
  • sia la scuola della collegialità;
  • sia rafforzata e sviluppata la democrazia degli Organi Collegiali;

persegue i seguenti obiettivi:

  • ritiro degli articoli 16, 64 e 66 della Legge 133/2008 e della Legge 169/2008 ( ex D.L. 137);
  • ritiro del disegno di Legge Aprea e DL/leggi collegate;
  • difesa e applicazione coerente degli articoli 3, 9, 33 e 34 della Costituzione;
  • difesa della Scuola della Repubblica e della sua laicità;

si oppone:

  • alla privatizzazione della Scuola e della Università e alla trasformazione di esse in fondazioni, oltre che a qualunque forma di gestione aziendalistica e privatistica dell'istruzione;
  • alla istituzione delle cosiddette classi-ponte, all’emarginazione delle diversità, alle classi differenziali;
  • all’istituzione di classi a maestro unico;
  • ai tagli di orario e discipline e agli accorpamenti delle stesse alle medie e alle superiori;
  • alla cancellazione di 40 anni di percorso delle scuole;
  • al ritorno alla valutazione in decimi e al voto in condotta, a maggior ragione in assenza dei regolamenti attuativi;
  • all'aumento del numero di alunni per classe.

L'Incontro nazionale delle scuole, per attuare i propri scopi, si prefigge di:

  • fare informazione attraverso la distribuzione di volantini, assemblee nelle scuole e dibattiti cittadini;
  • di predisporre moduli di iscrizione alle scuole dell'infanzia, elementare, media e superiore che confermino gli attuali modelli didattici e organizzativi;
  • di richiedere agli Organi collegiali di ciascuna scuola la conferma degli attuali modelli didattici e organizzativi;
  • di promuovere manifestazioni ed eventi come occasioni per parlare di scuola e per sensibilizzare l'opinione pubblica, anche dal punto di vista dell'approfondimento pedagogico;
  • di coordinarsi con le altre realtà del movimento (rete degli studenti medi, universitari, docenti, ricercatori, peronale ATA e i precari, oltre che tutti i genitori) per trovare momenti e obbiettivi comuni ;
  • di adottare tutte le forme di obiezione di coscienza contro le cosiddette classi ponte.

L'Incontro nazionale delle scuole ritiene fondamentale che vengano rispettate tutte le norme di sicurezza stabilite dalla legge 626/1994 e dal decreto legislativo 81/2008.

L'Incontro nazionale delle scuole invita genitori e insegnanti a lanciare in ogni città, in ogni circolo didattico, in ogni Istituto iniziative di protesta nella giornata di sabato 29 novembre con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione sulla scuola. Segnala inoltre che in diverse realtà si terranno manifestazioni e incontri anche il 22 novembre.

L'Incontro nazionale delle scuole indica nella data del 16 di ogni mese il NO GELMINI AND NO APREA DAY, una giornata di mobilitazione delle singole scuole da attuarsi secondo modalità proprie di ciascuna scuola.

L'Incontro nazionale delle scuole invita genitori, insegnanti, assemblee, coordinamenti cittadini e tutto il mondo della scuola e dell'Università a pronunciarsi sullo sciopero generale del 12 dicembre mettendo in rilievo le ragioni della protesta della scuola.

L'Incontro nazionale delle scuole lancia un appello a genitori, insegnanti e a tutti i cittadini che facciano pressione su tutte le organizzazioni sindacali per la proclamazione unitaria di uno sciopero generale per la scuola pubblica, laica e di tutti.

Firenze 15 novembre 2008

martedì 18 novembre 2008

ASSEMBLEA SOSSCUOLE VALPOLCEVERA VENERDI' 21 NOVEMBRE 2008

Il giorno venerdì 21 novembre 2008 alle ore 17.00 presso il salone della scuola Dante Alighieri piazza Rissotto n° 2 Genova Bolzaneto

è convocato in assemblea il comitato Sosscuole Valpolcevera :

Ordine del giorno : organizzazione manifestazione del 29 novembre

venerdì 14 novembre 2008

Elenchi

Elenchi: "789d18a41ec09a6f"

mercoledì 12 novembre 2008

MERCOLEDI' 19 NOVEMBRE 2008

UN'ALTRA SCUOLA E' POSSIBILE
“ Il futuro non fa rima con Gelmini “

La battaglia degli studenti in difesa della scuola pubblica non finisce davanti ai portoni di scuole e università, ma prosegue sui territori, perché la Riforma Gelmini è solo un tassello di un più ampio progetto di precarizzazione della vita di tutte e tutti.
La realtà stessa è stata stravolta: non si tratta di riforma, ma, se le parole hanno ancora un senso, si tratta di "tagli"!
Maestro unico, grembiule obbligatorio e classi ponte sono una spruzzata di cipria e trucco per cercare di abbellire una mannaia.

Tutto ciò che è stato detto su elementari e università non è vero!Il governo mente sapendo di mentire. In questo quadro, il nostro compito è duplice: resistere e proporre!

Resistere all'attacco del Governo sul futuro dei cittadini, partendo dal territorio con gruppi di autoformazione, studiando la riforma nel dettaglio, facendo parlare chi nella Scuola e nell'Università è protagonista, facendoci un'idea di quello che ci aspetta!
Proporre una riforma seria di tutta l'istruzione che metta al centro la conoscenza e il diritto costituzionale all'istruzione, tassello imprescindibile, oggi più che mai in un mondo sempre più complesso.

La Costituente per la Sinistra della Val Polcevera appoggia e sostiene tutte le battaglie che si organizzeranno contro questo scempio.

Per discutere come proseguire la lotta in vallata e sui territori, ti invitiamo
Mercoledì 19 Novembre, ore 16,30
c/o SOMS “La Fratellanza”, Genova Pontedecimo (gc) ad un incontro con il mondo della scuola
Parteciperanno: Adriano Bertolini Dirigente scolastico
Paola Repetto Segretaria regionale FLC- CGIL

lunedì 10 novembre 2008

MARTEDI 11 NOVEMBRE, ORE 10/13, PRESSO IL CONSIGLIO DELLA REGIONE LIGURIA

martedì 11 novembre, ore 10/13, presso il Consiglio della Regione Liguria presidio di SOS Scuola GE, finalizzato ad incontro allo scopo di ottenere il rilascio di una dichiarazione da parte di presidenti giunta e consiglio;
verrà presentato il
la scuola che vogliamo“.

Le dichiarazioni che provengono dalla Commissione V (cultura, formazione e lavoro) e dal Vice Presidente Costa della Regione Liguria, sembrano prefigurare un tentativo di opporsi alla produzione legislativa centrale con provvedimenti volti a sostituirsi nella dotazione di risorse, e comunque non chiaramente in opposizione all’applicazione immediata della normativa nazionale.
Procedere alla riorganizzazione delle istituzioni scolastiche, prevedendo eventuali deroghe alla normativa nazionale solo per alcuni bacini elettorali quali i comuni montani, privando comunque i cittadini, il mondo della scuola (genitori, insegnanti, studenti), il mondo del lavoro (precari, insegnanti, amministrativi, collaboratori scolastici… sindacati…), il mondo delle associazioni (handicap, intercultura, cultura), il mondo dei tecnici (pedagogisti, scienziati della formazione e del sociale…) di una fase interlocutoria e propositiva, ricorda gli interventi frettolosi, motivati da esigenze di bilancio, dell’attuale Governo Italiano.
La logica che guiderebbe questo processo sarebbe quella di sostituire gli insegnanti che la Riforma Gelmini e la Finanziaria di Tremonti sottraggono dal sistema scolastico, con non meglio identificate figure professionali di natura socio-educativa a completamento delle 24 ore settimanali che il Ministro prevede per i nostri bambini.
Pur apprezzando l’intenzione di sostenere i bambini con integrazioni di orario che permettano un percorso più completo delle “misere” 24 ore ministeriali, e facilitare così anche quelle famiglie che ricorrono al tempo pieno per motivi legati all’organizzazione lavorativa/familiare, va segnalato che tempo pieno e moduli sono caratterizzati dalla possibilità di momenti di compresenza degli insegnati in classe, dalla struttura progettuale del lavoro in equipe, dalle esperienze didattiche dei laboratori tecnici (artistici e tecnologici) e pedagogici (educazione alla diversità, educazione alla responsabilità civica…), dalle esperienze didattiche volte alla conoscenza del mondo esterno e alla sperimentazione diretta (viaggi didattici, uscite sul territorio, riscoperta degli ambienti abituali di vita, educazione all’arte e alla scienza…)
Quanto sinteticamente descritto non si può salvaguardare privando la scuola di una organizzazione omogenea delle professioni; pensiamo infatti che solo gli insegnanti abbiano la piena titolarità per rispondere alle istanze dei genitori, degli studenti, della società e del territorio, attraverso l’ autorevolezza che deriva dall’essere un soggetto identificabile (in quanto dipendente dell’istituzione scolastica), e responsabile del proprio operato (per etica professionale e per mandato istituzionale).
La scuola che vogliamo è quella dove gli insegnanti svolgono la loro attività sull’intero nastro orario sia al mattino che al pomeriggio (con presenza di 40 ore in caso di tempo pieno o part time per l’organizzazione in “moduli”), dove tutte le ore sono curriculari e non “eventuali”, dove, soprattutto, non esistono bambini di serie A e bimbi di serie B né, tanto meno, insegnanti di serie A e insegnanti di serie B.
Se la scuola non avrà i tempi necessari per i programmi strutturati negli ultimi venti anni, quali spazi e tempi avranno, in modo particolare i programmi di inclusione dei bambini diversamente abili e dei bambini provenienti dalle culture del mondo?
Opteremo per altri modelli, facendo ricadere queste “spese” sulle risorse del sociale e della sanità, già ridotte e “tagliate”, rivolgendoci al privato sociale o ad altre forme di precariato/sfruttamento lavorativo, perdendo anni di esperienza e professionalità?
Attendiamo, ma non troppo, che i nostri rappresentanti regionali si esprimano e si confrontino, prima applicare le normative nazionali; la logica del “bilancio in pareggio” dovrà far compiere scelte di ridimensionamento di altri capitoli di spesa
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Coordinamento SOS Scuola LiguriaNovembre 2008