domenica 30 novembre 2008

APPUNTAMENTI PER IL MESE DI NOVEMBRE

  • venerdì 21 novembre alle ore 17.00 presso il salone della scuola Dante Alighieri piazza Rissotto n° 2 Genova Bolzaneto è convocato in assemblea il comitato Sosscuole Valpolcevera :organizzazione della manifestazione del 29 novembre.

  • sabato 29 novembre  SOS SCUOLE VALPOLCEVERA Coordinamento di Vallata partecipa alla CAMMINATA...PER LA SCUOLA....NON COMPETITIVA alle ore 9,30 al Porto Antico. (leggi il manifesto)
E' stato scelto un sabato per valorizzare la partecipazione dei genitori e dei cittadini e delle cittadine che non hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio dissenso in occasione delle manifestazioni sindacali di categoria del 17 e 30 ottobre.



sabato 29 novembre 2008

29 NOVEMBRE 2008 CAMMINATA...PER LA SCUOLA....NON COMPETITIVA

























SABATO 29 NOVEMBRE 2008 ORE 9.00 CI INCONTRIAMO TUTTI A BRIN 

SOS SCUOLE VALPOLCEVERA - coordinamento di vallata, si riunisce a BRIN (stazione metro) alle ore 9.00, poi prosegue con il metrò con destinazione San Giorgio dove si ricongiunge con gli aderenti alla manifestazione indetta dai sindacati scuola CGIL CISL SNALS avente come slogan: CAMMINATA PER LA SCUOLA NON COMPETITIVA
La passeggiata seguirà il seguente percorso: Porto Antico, Piazza della Nunziata,Via Garibaldi, Via XXV Aprile, Piazza De Ferrari, ritorno al Porto Antico, bimbi liberi di giocare e dare sfogo all'entusiasmo.
Arriveremo col nostro striscione. I partecipanti in arrivo dalle alture (Mignanego, Campomorone, Serra Riccò, Pontedecimo, eccetera) possono utilizzare il treno locale che arriva a Rivarolo alle 8.44 (parte alle 8.33 da Pontedecimo) poi proseguire con il 7 oppure con il 270 fino a Brin
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domenica 23 novembre 2008

MORTE BIANCA NEL LICEO DARWIN A RIVOLI

SOSSCUOLE VALPOLCEVERA esprime tutto il dolore dei genitori e degli insegnanti per la morte di Vito Scafidi.

Chiediamo a tutti di riflettere sulla verità della situzione nelle scuole : edifici inadeguati, non sicuri, pericolosi...e di denunciare qualsiasi situazione di pericolo

NON SI PUO' RISPARMIARE SULLA SCUOLA



RETE SCUOLE, MILANO 23/11/08

Chi si rivede, i maestri unici
di Viva la scuola


il manifesto del 20 Novembre 2008
SCUOLA E UNIVERSITÀ

Chi si rivede, i maestri unici

Approvata la legge il governo sperava che la protesta si placasse, ma le elementari saranno in piazza il 29 novembre

Luca Fazio
MILANO

Non bisogna farsi ingannare dalla calma piatta, perché sta arrivando lo tsunami. Ci sono onde che hanno origine da un terremoto sottomarino, scrutando l'orizzonte piatto delle notizie telecomandate sembra che non stia succedendo niente, e invece tutte le sere, in tutta Italia, centinaia di scuole si riempiono di maestre, maestri e genitori. Sanno già tutto, ma continuano a discutere. Vogliono durare un minuto in più del ministro Mariastella Gelmini. L'energia è invisibile ma costante e quando l'onda si avvicina alla terra la sua altezza aumenta e coglie tutti all'improvviso. Il prossimo approdo - perché negli abissi della scuola elementare ci si sta attrezzando per durare tre anni - è già stato fissato per sabato 29 novembre e conviene non stupirsi se altre centinaia di migliaia di persone (senza l'appoggio di partiti o sindacati) riempiranno di nuovo le piazze del paese.
La macchina organizzativa, messa in piedi da un impressionante reticolo di contatti che fa capo all'associazione ReteScuole, è già al lavoro dallo scorso 31 ottobre, il giorno dopo lo straordinario sciopero generale in difesa della scuola pubblica. Ma già dopodomani, a macchia di leopardo, le scuole elementari di decine di città scenderanno in piazza per un primo ritorno di visibilità (Bologna, Cologno Monzese, Merate, Concorezzo, Sesto San Giovanni, Lucca, Torino...).
«In tutto il paese - spiega Mario Piemontese, che tutte le sere rimbalza nelle scuole della provincia di Milano - stiamo facendo una valanga di riunioni con uno scopo ben preciso. In ogni scuola elementare stiamo lavorando affinché si formi un comitato di genitori e maestre, mentre nelle superiori cerchiamo di costruire comitati che tengano insieme studenti e professori. Questa sorta di meticciato tra ordini di scuole diverse, dalle elementari all'università, è un fatto assolutamente nuovo». E sta funzionando? «La prova ce l'avremo il 29 novembre», dice Piemontese. Si direbbe però che la fiducia non manca, considerando che a Milano, la città dove ReteScuole è da anni il primo vero motore della protesta, sono già stati convocati non uno ma tre cortei che convergeranno su piazza Duomo trascinati da camion musicali, clown, bambini e compagnie cantanti. Decine di migliaia di persone diranno «Io non ci sto» partendo da piazzale Baracca (ritrovo per le scuole dei comuni della zona nord e ovest), da piazza Lima (scuole dei comuni dell'est) e da Porta Romana (zona sud). Viste le premesse, qualcuno, incrociando le dita, si azzarda a dire che sarà una manifestazione più grande di quella che riempì piazza Duomo ai tempi della famigerata riforma dell'allora ministro Moratti (grasso che cola se paragonata allo scempio preparato da questo governo Berlusconi). Un altro corteo, ancora da preparare nei dettagli, è previsto a Roma, mentre a fare da contorno sono già fissate manifestazioni a Torino, Bologna, Parma, Napoli, Reggio Emilia e Venezia...
Si fa presto a chiedere «e dopo?», come se sempre le proteste potessero vivere di fiammate improvvise e spettacolari. Eppure «il dopo», alle elementari, è già stato preparato con cura. La «botta grossa», infatti, è prevista tra febbraio e marzo, quando dal ministero arriveranno i regolamenti attuativi che entreranno nello specifico dei tagli: quali, quanti e soprattutto in quali scuole andranno ad incidere. «La rete sottotraccia di maestre e genitori - dice Piemontese - è destinata a durare tre anni, il tempo che ci metterebbero a distruggere la scuola pubblica». La prima mossa è già stata preparata da tempo. Alle preiscrizioni di gennaio, i docenti proporranno ai genitori che ancora hanno i bambini all'asilo un modello di domanda di iscrizione in cui possano espressamente richiedere il tempo pieno e la scuola di 40 ore, in modo da confermare l'offerta dei programmi dell'anno precedente. I genitori - insieme alle maestre - sono la chiave del successo di questo movimento sotterraneo. Lo spiega così Roberto Ciullini, un «prototipo» interessante, visto che da quando è esplosa la protesta passa la serate nelle scuole elementari (non solo in quella di sua figlia) e poi stila la lista delle iniziative dei giorni successivi. «Un mese fa - spiega - ci sbattevamo solo noi genitori di sinistra, oggi invece abbiamo dalla nostra parte anche i genitori di destra e quelli politicamente non schierati. Questo ci spinge ad andare avanti, è chiaro che il lavoro delle maestre ormai è riuscito a spostare l'opinione dell'elettore non di sinistra».
Non è un caso se Berlusconi fa lo sprezzante con l'Onda universitaria mentre è costretto a muoversi con cautela con il «popolo» di maestre e genitori che si agitano nel mare della scuola pubblica italiana.


giovedì 20 novembre 2008

GELMINI - CATERINA GUZZANTI

http://www.youtube.com/watch?v=oGMHRHMwTZM

mercoledì 19 novembre 2008

INCONTRO NAZIONALE DELLE SCUOLE 15/11/2008


Incontro nazionale delle scuole
Firenze 15 novembre 2008

Il 15 novembre si è svolto a Firenze un incontro cui hanno partecipato genitori e insegnanti di coordinamenti, assemblee e scuole di Firenze, Sesto Fiorentino, Valdera, Versilia, Lucca, Pistoia, Pisa, Arezzo, Cavriglia, Perugia, Roma, Napoli, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Venezia.

Alla fine della discussione l'Incontro nazionale delle scuole dichiara:

di opporsi al disegno di distruzione del sistema scolastico italiano e difende l’attuale modello di scuola elementare (il tempo pieno e i moduli) e dell’infanzia che negli anni ha prodotto risultati eccellenti, oltre a sostenere UNA SCUOLA A MISURA DI BAMBINO.Inoltre, l'Incontro nazionale delle scuole ritiene fondamentale battersi affinché:

  • la scuola sia di tutti e sia laica;
  • sia la scuola della collegialità;
  • sia rafforzata e sviluppata la democrazia degli Organi Collegiali;

persegue i seguenti obiettivi:

  • ritiro degli articoli 16, 64 e 66 della Legge 133/2008 e della Legge 169/2008 ( ex D.L. 137);
  • ritiro del disegno di Legge Aprea e DL/leggi collegate;
  • difesa e applicazione coerente degli articoli 3, 9, 33 e 34 della Costituzione;
  • difesa della Scuola della Repubblica e della sua laicità;

si oppone:

  • alla privatizzazione della Scuola e della Università e alla trasformazione di esse in fondazioni, oltre che a qualunque forma di gestione aziendalistica e privatistica dell'istruzione;
  • alla istituzione delle cosiddette classi-ponte, all’emarginazione delle diversità, alle classi differenziali;
  • all’istituzione di classi a maestro unico;
  • ai tagli di orario e discipline e agli accorpamenti delle stesse alle medie e alle superiori;
  • alla cancellazione di 40 anni di percorso delle scuole;
  • al ritorno alla valutazione in decimi e al voto in condotta, a maggior ragione in assenza dei regolamenti attuativi;
  • all'aumento del numero di alunni per classe.

L'Incontro nazionale delle scuole, per attuare i propri scopi, si prefigge di:

  • fare informazione attraverso la distribuzione di volantini, assemblee nelle scuole e dibattiti cittadini;
  • di predisporre moduli di iscrizione alle scuole dell'infanzia, elementare, media e superiore che confermino gli attuali modelli didattici e organizzativi;
  • di richiedere agli Organi collegiali di ciascuna scuola la conferma degli attuali modelli didattici e organizzativi;
  • di promuovere manifestazioni ed eventi come occasioni per parlare di scuola e per sensibilizzare l'opinione pubblica, anche dal punto di vista dell'approfondimento pedagogico;
  • di coordinarsi con le altre realtà del movimento (rete degli studenti medi, universitari, docenti, ricercatori, peronale ATA e i precari, oltre che tutti i genitori) per trovare momenti e obbiettivi comuni ;
  • di adottare tutte le forme di obiezione di coscienza contro le cosiddette classi ponte.

L'Incontro nazionale delle scuole ritiene fondamentale che vengano rispettate tutte le norme di sicurezza stabilite dalla legge 626/1994 e dal decreto legislativo 81/2008.

L'Incontro nazionale delle scuole invita genitori e insegnanti a lanciare in ogni città, in ogni circolo didattico, in ogni Istituto iniziative di protesta nella giornata di sabato 29 novembre con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione sulla scuola. Segnala inoltre che in diverse realtà si terranno manifestazioni e incontri anche il 22 novembre.

L'Incontro nazionale delle scuole indica nella data del 16 di ogni mese il NO GELMINI AND NO APREA DAY, una giornata di mobilitazione delle singole scuole da attuarsi secondo modalità proprie di ciascuna scuola.

L'Incontro nazionale delle scuole invita genitori, insegnanti, assemblee, coordinamenti cittadini e tutto il mondo della scuola e dell'Università a pronunciarsi sullo sciopero generale del 12 dicembre mettendo in rilievo le ragioni della protesta della scuola.

L'Incontro nazionale delle scuole lancia un appello a genitori, insegnanti e a tutti i cittadini che facciano pressione su tutte le organizzazioni sindacali per la proclamazione unitaria di uno sciopero generale per la scuola pubblica, laica e di tutti.

Firenze 15 novembre 2008

martedì 18 novembre 2008

ASSEMBLEA SOSSCUOLE VALPOLCEVERA VENERDI' 21 NOVEMBRE 2008

Il giorno venerdì 21 novembre 2008 alle ore 17.00 presso il salone della scuola Dante Alighieri piazza Rissotto n° 2 Genova Bolzaneto

è convocato in assemblea il comitato Sosscuole Valpolcevera :

Ordine del giorno : organizzazione manifestazione del 29 novembre

venerdì 14 novembre 2008

Elenchi

Elenchi: "789d18a41ec09a6f"

mercoledì 12 novembre 2008

MERCOLEDI' 19 NOVEMBRE 2008

UN'ALTRA SCUOLA E' POSSIBILE
“ Il futuro non fa rima con Gelmini “

La battaglia degli studenti in difesa della scuola pubblica non finisce davanti ai portoni di scuole e università, ma prosegue sui territori, perché la Riforma Gelmini è solo un tassello di un più ampio progetto di precarizzazione della vita di tutte e tutti.
La realtà stessa è stata stravolta: non si tratta di riforma, ma, se le parole hanno ancora un senso, si tratta di "tagli"!
Maestro unico, grembiule obbligatorio e classi ponte sono una spruzzata di cipria e trucco per cercare di abbellire una mannaia.

Tutto ciò che è stato detto su elementari e università non è vero!Il governo mente sapendo di mentire. In questo quadro, il nostro compito è duplice: resistere e proporre!

Resistere all'attacco del Governo sul futuro dei cittadini, partendo dal territorio con gruppi di autoformazione, studiando la riforma nel dettaglio, facendo parlare chi nella Scuola e nell'Università è protagonista, facendoci un'idea di quello che ci aspetta!
Proporre una riforma seria di tutta l'istruzione che metta al centro la conoscenza e il diritto costituzionale all'istruzione, tassello imprescindibile, oggi più che mai in un mondo sempre più complesso.

La Costituente per la Sinistra della Val Polcevera appoggia e sostiene tutte le battaglie che si organizzeranno contro questo scempio.

Per discutere come proseguire la lotta in vallata e sui territori, ti invitiamo
Mercoledì 19 Novembre, ore 16,30
c/o SOMS “La Fratellanza”, Genova Pontedecimo (gc) ad un incontro con il mondo della scuola
Parteciperanno: Adriano Bertolini Dirigente scolastico
Paola Repetto Segretaria regionale FLC- CGIL

lunedì 10 novembre 2008

MARTEDI 11 NOVEMBRE, ORE 10/13, PRESSO IL CONSIGLIO DELLA REGIONE LIGURIA

martedì 11 novembre, ore 10/13, presso il Consiglio della Regione Liguria presidio di SOS Scuola GE, finalizzato ad incontro allo scopo di ottenere il rilascio di una dichiarazione da parte di presidenti giunta e consiglio;
verrà presentato il
la scuola che vogliamo“.

Le dichiarazioni che provengono dalla Commissione V (cultura, formazione e lavoro) e dal Vice Presidente Costa della Regione Liguria, sembrano prefigurare un tentativo di opporsi alla produzione legislativa centrale con provvedimenti volti a sostituirsi nella dotazione di risorse, e comunque non chiaramente in opposizione all’applicazione immediata della normativa nazionale.
Procedere alla riorganizzazione delle istituzioni scolastiche, prevedendo eventuali deroghe alla normativa nazionale solo per alcuni bacini elettorali quali i comuni montani, privando comunque i cittadini, il mondo della scuola (genitori, insegnanti, studenti), il mondo del lavoro (precari, insegnanti, amministrativi, collaboratori scolastici… sindacati…), il mondo delle associazioni (handicap, intercultura, cultura), il mondo dei tecnici (pedagogisti, scienziati della formazione e del sociale…) di una fase interlocutoria e propositiva, ricorda gli interventi frettolosi, motivati da esigenze di bilancio, dell’attuale Governo Italiano.
La logica che guiderebbe questo processo sarebbe quella di sostituire gli insegnanti che la Riforma Gelmini e la Finanziaria di Tremonti sottraggono dal sistema scolastico, con non meglio identificate figure professionali di natura socio-educativa a completamento delle 24 ore settimanali che il Ministro prevede per i nostri bambini.
Pur apprezzando l’intenzione di sostenere i bambini con integrazioni di orario che permettano un percorso più completo delle “misere” 24 ore ministeriali, e facilitare così anche quelle famiglie che ricorrono al tempo pieno per motivi legati all’organizzazione lavorativa/familiare, va segnalato che tempo pieno e moduli sono caratterizzati dalla possibilità di momenti di compresenza degli insegnati in classe, dalla struttura progettuale del lavoro in equipe, dalle esperienze didattiche dei laboratori tecnici (artistici e tecnologici) e pedagogici (educazione alla diversità, educazione alla responsabilità civica…), dalle esperienze didattiche volte alla conoscenza del mondo esterno e alla sperimentazione diretta (viaggi didattici, uscite sul territorio, riscoperta degli ambienti abituali di vita, educazione all’arte e alla scienza…)
Quanto sinteticamente descritto non si può salvaguardare privando la scuola di una organizzazione omogenea delle professioni; pensiamo infatti che solo gli insegnanti abbiano la piena titolarità per rispondere alle istanze dei genitori, degli studenti, della società e del territorio, attraverso l’ autorevolezza che deriva dall’essere un soggetto identificabile (in quanto dipendente dell’istituzione scolastica), e responsabile del proprio operato (per etica professionale e per mandato istituzionale).
La scuola che vogliamo è quella dove gli insegnanti svolgono la loro attività sull’intero nastro orario sia al mattino che al pomeriggio (con presenza di 40 ore in caso di tempo pieno o part time per l’organizzazione in “moduli”), dove tutte le ore sono curriculari e non “eventuali”, dove, soprattutto, non esistono bambini di serie A e bimbi di serie B né, tanto meno, insegnanti di serie A e insegnanti di serie B.
Se la scuola non avrà i tempi necessari per i programmi strutturati negli ultimi venti anni, quali spazi e tempi avranno, in modo particolare i programmi di inclusione dei bambini diversamente abili e dei bambini provenienti dalle culture del mondo?
Opteremo per altri modelli, facendo ricadere queste “spese” sulle risorse del sociale e della sanità, già ridotte e “tagliate”, rivolgendoci al privato sociale o ad altre forme di precariato/sfruttamento lavorativo, perdendo anni di esperienza e professionalità?
Attendiamo, ma non troppo, che i nostri rappresentanti regionali si esprimano e si confrontino, prima applicare le normative nazionali; la logica del “bilancio in pareggio” dovrà far compiere scelte di ridimensionamento di altri capitoli di spesa
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Coordinamento SOS Scuola LiguriaNovembre 2008

COMUNICATO STAMPA SOS SCUOLE LIGURIA

S.O.S SCUOLA LIGURIA
Il coordinamento “S.O.S. Scuola Liguria” prende vita a Genova il 25 settembre 2008, durante un’assemblea cittadina promossa dai lavoratori di ruolo e precari delle scuole in lotta contro l’affondamento della scuola pubblica e contro la crescente precarizzazione del lavoro.
Da quel giorno, genitori, insegnanti di ruolo, insegnanti precari, studenti, cittadini hanno convogliato nel coordinamento le loro informazioni e le loro aspettative: le visioni dei singoli hanno trovato spazio di condivisione, quindi forma e voce.
Il coordinamento “SOS Scuola” accoglie chiunque abbia il desiderio di comprendere e la volontà di reagire, di non cedere di fronte a scelte legislative elitarie, motivate da programmazioni finanziarie e che costituiscono un palese attacco politico e culturale alla scuola di tutti.
Vi si ritrovano in maniera spontanea persone che si attivano in iniziative comuni ma diversificate , come diverse sono le anime di chi vi partecipa, volte ad informare ed a difendere quelli che riteniamo diritti fondamentali, soprattutto delle persone che stanno crescendo: bambini, ragazzi, giovani…
Dal 4 ottobre, giorno dell’inaugurazione del Salone Nautico, dove il coordinamento è stato presente nella prima manifestazione cittadina, le iniziative si sono susseguite ed hanno scandito tutte le settimane seguenti…
Il coordinamento non ha riferimenti partitici, rifiuta etichette esterne, nessuno vuole “convincere” l’altro; le differenze diventano arricchimento e tutelano da eventuali “strumentalizzazioni”.
L’unico obiettivo è far arrivare la disapprovazione dei tanti che non intendono continuare a pagare… in tutte le “declinazioni”: pagare in istruzione, pagare in cultura, pagare in capacità di esprimere i propri bisogni e difendere i propri diritti, pagare in salari, pagare in aspettativa di vita soddisfacente, pagare in qualità di vita, pagare in lavoro sempre meno garantito, pagare in ritmi di vita umani, pagare in relazioni interpersonali, pagare in relazioni familiari e pertanto individuiamo come primo obiettivo il ritiro incondizionato dell’articolo 64 della legge 133 (decreto Tremonti), che enfatizza la politica di ridimensionamento dell’investimento sulla scuola già avviato dai precedenti governi.
Se vengono scardinati sistemi come quello dell’istruzione statale, pubblica (ma anche quello della sanità, della previdenza sociale, della giustizia..), cosa rimane a garantire i principi costituzionali? Dove finisce la nostra civiltà?
Non pensiamo che alcuni aspetti del sistema d’istruzione pubblica non vadano “riformati”, anzi devono essere sicuramente migliorati ma non attraverso minori investimenti, non attraverso minor quantità di personale, non attraverso minore specializzazione, non attraverso minor tempo di rapporto con i “clienti” (ovvero…studenti), non attraverso minore qualità delle infrastrutture, e tanto meno attraverso maggiori costi per le famiglie e per la società.
Non pare vero che otto articoletti, contenuto totale di un piccolo decreto (non chiamiamolo riforma!), abbiano acceso gli animi di tanti cittadini…
Ciò nonostante il nostro Governo pensa ancora che gli Italiani non l’abbiano compreso… e l’indignazione sale…
Ci fossimo trovati davanti al testo legislativo impegnativo di una riforma organica, forse qualcuno avrebbe ceduto, ma gli otto articoli li abbiamo letti proprio tutti!
Per molti poi è stato sufficiente l’art. 4… cosa significa?
minor numero di insegnanti: per gli insegnanti minori possibilità e qualità del lavoro, per i genitori e la società minor linfa culturale ed educativa
minor numero di ore di insegnamento: per i nostri bambini minori possibilità di conoscere/conoscersi, sperimentare/sperimentarsi…
introduzione della pratica discriminante tra chi potrà permettersi alternative e chi non potrà…
disgregazione dell’unico ambito di vita dove i bambini sono tutti uguali… Solo la scuola pubblica rende tutti ugualmente speciali e tutti tutela perché questo è il suo mandato.
Ricaduta negativa sulle famiglie e sul mondo femminile in particolare: minor tempo per il lavoro, per la gestione della famiglia…
unicità di scelta per le donne/mamme lavoratici: minor salario o maggiori spese… e poi non parliamo di potere d’acquisto!
Ecco perché il coordinamento tocca tanti e non solo chi ruota intorno al mondo della scuola o dell’università… perché tocca tutti coloro che sono sensibili ai principi di democrazia, libertà e responsabilità sociale.
Pertanto il coordinamento, con l’ intento di allargare ed accogliere ulteriori contributi, l’ultimo, in ordine di tempo, è quello dell’assemblea degli istituti superiori genovesi che ha deliberato di aderire al coordinamento, invita le scuole a discutere e eventualmente riconoscersi nei seguenti punti:
invertire la tendenza rispetto ad una logica di tagli indiscriminati;
ottenere il potenziamento delle risorse umane e finanziarie date alla scuola;
sbloccare il numero di classi a tempo pieno;
non accettare passivamente l’ introduzione dei voti numerici ma avviare una riflessione più ampia sulla valutazione degli alunni, anche attraverso corsi di formazione specifici;
valorizzare il lavoro collegiale all’interno della scuola (didattica, programmazione apertura all’esterno);
valorizzare e promuovere tutte le diversità (disabilità, multiculturalità);
ridurre il numero degli alunni per classe al fine di valorizzare le relazioni e la qualità dell’intervento didattico.
Per raggiungere questi obiettivi le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado intendono intraprendere le seguenti iniziative:
non effettuare gite, viaggi di istruzione e attività esterne a pagamento (bensì utilizzare mezzi pubblici, attivare iniziative in collaborazione con gli studenti dell’università genovese);
non sostituire i colleghi assenti al fine di far emergere la situazione di emergenza rispetto al tema delle supplenze e dell’utilizzo dei precari;
boicottare le funzioni strumentali che si configurano come sostegno alle funzioni dirigenziali (da declinare scuola per scuola);
richiedere al momento dell’iscrizione alla prima classe esclusivamente il modello tempo pieno;
non adottare nuovi libri di testo;
nelle scuole superiori, in una logica solidaristica tra insegnanti di ruolo e insegnanti precari, lasciare a quest’ultimi la conduzione dei corsi di recupero.


Coordinamento S.O.S Scuola Liguria

8 novembre 08

IL RAP DI ENEA POTREBBE DIVENTARE UN NUOVO INNO PER LA SCUOLA

Se avete tempo date un'occhiata....
se non altro porta anche un pò di allegria


http://www.youtube.com/watch?v=IbZ2pbWp-MM




pubblico anche il testo della canzone

C’ho un’idea, c’ho un’idea disse Enea c’ho un’idea
e prese la parola in assemblea, c’ho un’idea
il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini
c’ho un’idea, c’ho un’idea disse Enea, c’ho un’idea
e prese la parola in assemblea, c’ho un’idea
meglio dire no a Gelmini che indossare i grembiulini
c’ho un’idea, c’ho un’idea disse Enea, c’ho un’idea
e prese la parola in assemblea, c’ho un’idea
noi diciamo no a Gelmini day e night,
noi diciamo no a Gelmini day e night


ciao mi chiamo Enea, vado all’Iqbal Masih
e c’ho una magliettina verde mela molto chic
c’è scritto sopra: “Io amo e difendo la mia scuola”
macchè maestro unico, Gelmini sei una sola
lo sai che sono grande, sto in prima elementare
e ho già occupato la mia scuola per due settimane
dici che sono giovane e ho molto da imparare
ma siamo sotto attacco tutti e io mi do da fare
non sono certo solo, sto insieme alla mia mamma
sto con le mie maestre e abbiamo fatto una capanna
con tutti i sacco a pelo i cuscini e i tappetini
qui non ci prenderà nessuno nemmeno i celerini
i grandi stanno sempre dico sempre alla riunione
ma che c’avranno da parlare io gioco un po’ a pallone
sono tutti angosciati ogni ora ogni secondo
sembra che una gran disgrazia sia caduta sul mio mondo


C’ho un’idea…

io ho due maestre Mara e Simona
e se ci penso non so dirti quale sia più buona
e 20 amichetti uniti che è un prodigio
stiamo tutti insieme da mattina al pomeriggio
questa è la scuola pubblica, la scuola di tutti
la scuola che vogliono sfasciare questi farabutti
faccio fioccolate, lancio di palloncini
ora ho capito che c’è dietro la Gelmini
il 137 e il 133
ma se taglieranno via Simona io saprò il perché
questa aula sarà vuota, mancherà un pezzo
e che ci torno a fare a casa a mezzogiorno e mezzo
noi siamo i bambini di un’Italia malata
ci vogliono clienti per la scuola privata
ma blocchiamo il mondo e andiamo come un treno
viva la scuola pubblica del tempo pieno

C’ho un’idea…

io non ho paura, non ho paura
e questo è il rap di Enea contro la dittatura
io non ho paura, no, non ho paura
voglio stare insieme ai miei e vicino alla cultura
e se c’è la crisi chi la pagherà?
noi siano tutti uniti dalla culla all’università
perché dobbiamo vincere e lo faremo
questa è un’onda anomala a tempo pieno
se ci sono streghe, fate e roi e nani
io faccio il rap di Enea e difendo il mio domani
e cari bimbi e bimbe qui termina il racconto
ma ricordate sempre che l’orco paghi il conto


questo è il rap di Enea, ohhh Enea super rap
questo è il rap di Enea per le scuole elementari
questo è il rap di Enea ohh Enea super rap
questo è il rap di Enea tagliamo i militari

CORTELLESI GELMINI ROBOT SU YOUTUBE

http://www.youtube.com/watch?v=P8H9_HxePpo

domenica 9 novembre 2008

DA RETE SCUOLE

SABATO 29 NOVEMBRE 2008


Il Coordinamento di Roma e provincia " NON RUBATECI IL FUTURO" e l'Assemblea delle scuole del milanese indicono una manifestazione in difesa di tutta la scuola pubblica dall'infanzia all'università nelle proprie città. Abbiamo scelto un sabato per valorizzare la partecipazione dei genitori e dei cittadini e delle cittadine che non hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio dissenso in occasione delle manifestazioni sindacali di categoria del 17 e 30 ottobre.
Invitiamo tutti i comitati a generalizzare questa data nelle proprie realtà affinché possa diventare un appuntamento locale in contemporanea nazionale

venerdì 7 novembre 2008

DAL SITO DEI PRECARI MARTEDI' 18 NOVEMBRE 2008 ORE 14,30

Martedì 18 novembre alle ore 14.30, presso il Liceo S. “Cassini” di Genova (via Galata), promossa dalla Consulta sull’handicap di Genova, si terrà un’Assemblea Pubblica dal titolo “Quale futuro per i disabili?“, per esaminare la ricaduta della dissennata opera di devastazione della scuola pubblica sulla fascia più debole del sistema scolastico. Dovrebbero esserci Parlamentari, DRS, giunte varie, famiglie, docenti, associazioni ecc.

mercoledì 5 novembre 2008

INCONTRO DEL 7 NOVEMBRE 08 ALLE 17.30 A PALAZZO DORIA SPINOLA

"L’Europa che vogliamo" organizza una conferenza dal titolo "Quale futuro per la scuola italiana?" al quale parteciperà la Sen. Albertina Soliani


martedì 4 novembre 2008

STATUTO DEL Comitato SOSSCUOLE VALPOLCEVERA

STATUTO del Comitato SOS Scuole Valpolcevera

Disposizioni generali

Art. 1 (della Costituzione)

Il Comitato è apartitico ed apolitico, senza scopi di lucro e l’adesione allo stesso è volontaria.

Art. 2 (della Sede)

In accordo con il Dirigente Scolastico, la sede viene istituita presso la scuola

" Dante Alighieri"  piazza Rissotto n°2 Genova                                     

Art. 3 (della Durata)

Il Comitato ha durata di un anno a partire dalla approvazione dello statuto.

Art. 4 (dello Scopo)

Lo scopo del Comitato è quello di:

1) Promuovere e valorizzare il diritto allo studio delle bambine e dei bambini , delle adolescenti e degli adolescenti , inteso come stato di promozione culturale di crescita e sviluppo delle abilità sociali .

2) Favorire la più alta sensibilizzazione verso tutti gli aspetti connessi alla difesa del diritto allo studio .

Art. 5 (delle Attività)

Il Comitato si propone di perseguire i propri fini attraverso le seguenti attività:

1         Lo svolgimento di funzioni di coordinamento e scambio di informazioni tra tutte le scuole che aderiscono della VALPOLCEVERA;

2       La ricerca e il mantenimento di rapporti con altri comitati su Genova (sosscuolege) e Liguria;

3       Ogni altra attività strumentale al raggiungimento degli scopi di cui all’Art. 4;

4       Favorire lo sviluppo e le attività di altri comitati o altre persone fisiche e giuridiche, nel rispetto dei fini comuni;

5       Aderire ad altre organizzazioni che perseguano scopi analoghi a quelli individuati dal presente Statuto.

Art. 5 bis (Delle Istanze)

Le richieste, per la discussione di eventuali problematiche, da sottoporre all’Assemblea, devono essere effettuate per iscritto (e sottoscritte da uno o più genitori) ed indirizzate al nostro Comitato.

Art. 6 (degli Organi, Composizione)

Sono Organi del Comitato:

1         L’Assemblea,

2       Il Presidente ed il Vice presidente

3       I Segretari  (Uno per ogni scuola )

4       Il Tesoriere

Art. 7 (degli Organi, Tempi e modi)

1         Tutte le cariche ricoperte all’interno del Comitato sono da ritenersi di tipo volontario e gratuito;

2       Il mandato ha la durata di un anno;

3       Gli Organi del Comitato durano in carica fino alla scadenza del mandato;

4       Sono rieleggibili e possono essere scelti soltanto fra gli appartenenti al Comitato.

5       Sono altresì ammesse le dimissioni prima dello scadere del mandato attraverso una comunicazione scritta al Presidente.

I Componenti

Art. 8 (dei Componenti)

Il numero dei Componenti è illimitato.

Potranno far parte del Comitato il personale docente ,il personale A.T.A. e i genitori degli alunni iscritti nelle scuole appartenenti alla VALPOLCEVERA . che condividano gli scopi del Comitato e che si impegnano ad osservare le norme di questo Statuto.

Art. 9 (dell’Ammissione)

L’ammissione a Componente del Comitato è libera previa registrazione.

L’Assemblea

Art. 10 (dell’Assemblea, Convocazione)

Il Comitato si riunisce almeno due volte l’anno e ogniqualvolta il Presidente ritenga opportuno convocarla; o ne faccia richiesta scritta almeno metà dei Componenti.

L’Assemblea è convocata mediante avviso contenente l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo e dell’Ordine del Giorno attraverso un comunicato.

Tale comunicazione dovrà essere recapitata almeno cinque giorni prima della data stabilita per la convocazione.

L’Assemblea è validamente costituita indipendentemente dal numero degli appartenenti intervenuti e delibera con la maggioranza del 50%+1 dei presenti.

In caso di modifica dello Statuto, l’Assemblea delibera con maggioranza del 75% dei presenti.

Le Assemblee sono aperte:

1         A tutto il  personale docente e A.T.A. e i genitori (i cui figli frequentino una delle Scuole della VALPOLCEVERA )

2       A tutti i soggetti che vengano invitati a parteciparvi dal Comitato stesso.

I partecipanti a tali titoli (punto 2), hanno diritto di parola ma non di voto.
I partecipanti all’Assemblea, che non sono membri del Comitato, devono presentarsi e qualificarsi all’apertura della riunione.

Art. 10 bis (del Verbale)

Il Verbale viene consevato dal presidente del comitato e pubblicato sul blog SOSSCUOLE VALPOLCEVERA.e possibilmente esposto al pubblico nei vari plessi scolastici . Decorsi trenta giorni, dalla data di registrazione, si intende tacitamente approvato.

Art. 11 (dell’Assemblea, Poteri)

L’Assemblea:

1         Nomina il Presidente, il Vice Presidente, ed il Tesoriere;

2       Delibera sulle questioni ad esso sottoposte;

3       Modifica le norme del presente Statuto;

4       Delibera sullo scioglimento del Comitato.

Il Presidente, il Vice Presidente, i Segretari e il Tesoriere

Art. 12 (del Presidente, Poteri)

1         Il Presidente del Comitato è anche Presidente dell’Assemblea.

2       Convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e ne assicura il regolare svolgimento.

3       Al Presidente spetta l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea e vigila sulla loro attuazione.

Art. 13 (del Vice Presidente, Poteri)

In caso di assenza o di impedimento del Presidente, le funzioni di cui al precedente Articolo sono esercitate dal Vice Presidente.

Art. 14 (del Segretario, Poteri)

In collaborazione con il Presidente, i Segretari hanno il compito di:

1         Promuovere e coordinare le attività del Comitato;

2       Fissare l’Ordine del Giorno;

3       Assicurare la redazione del Verbale dell’Assemblea

Art. 15 (del Tesoriere, Poteri)

1         Gestisce la cassa, composta da eventuali fondi raccolti, ottemperando alle richieste vagliate dal Comitato.

2       Ha l’obbligo di rendicontare le spese al Comitato, al termine di ogni anno dalla costituzione.

Lo scioglimento

Art. 16 (dello Scioglimento ed estinzione del Comitato)

All’Assemblea spetta il potere di sciogliere il Comitato.

Il Comitato si estinguerà se i membri si ridurranno a meno di cinque.

 

 

Genova Bolzaneto, 4 novembre 2008

lunedì 3 novembre 2008

DA RETESCUOLE 03/11/08


Milano , 03/11/2008
Sintesi commentata della bozza di regolamento previsto dall’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133
di Mario Piemontese

Sintesi commentata della bozza di regolamento previsto dall’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante norme concernenti la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola
È comparsa in rete una bozza di regolamento previsto dall’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante norme concernenti la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola.
Il documento prevalentemente modifica i parametri previsti dal D.P.R. 18 giugno 1998, n. 233, dal D.M. 24 luglio 1998, n. 331 e dal D.M. 3 giugno 1999, n. 141, peggiorando notevolmente l’attuale situazione.

Riorganizzazione della rete scolastica.
1. Per diventare o continuare ad essere un’istituzione scolastica autonoma è necessario aver avuto negli ultimi 5 anni non meno di 500 e non più di 900 alunni. (D.P.R. 18 giugno 1998, n. 233)
2. Nelle piccole isole e nei comuni montani gli istituti comprensivi (ICS) e gli istituti superiori (ISS) sono istituzioni scolastiche autonome anche se hanno meno di 500 alunni, ma devono averne almeno 300. (D.P.R. 18 giugno 1998, n. 233)
3. In ogni plesso di scuola dell’infanzia o primaria ogni classe deve avere in generale almeno 15 alunni, nei centri urbani almeno 20, nelle piccole isole e nei comuni montani almeno 12.
4. In ogni sezione staccata di scuola media ogni classe deve avere almeno 20 alunni, nelle piccole isole e nei comuni montani almeno 16. 
Determinazione degli organici
1. Mediante decreto interministeriale vengono ripartiti gli organici a livello regionale. I direttori scolastici regionali ripartiscono gli organici a livello provinciale.
2. Il numero complessivo di insegnanti di sostegno non può superare 94.000 così come previsto dalla legge 27 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008). Nell'a.s. 2008/09 il numero di insegnanti di sostegno è circa 91.000. Negli ultimi anni le richieste di insegnanti di sostegno sono aumentate di 3.000 all’anno. Nei prossimi 2 anni sarà quindi necessario un numero di insegnanti di sostegno superiore al tetto massimo fissato.
Costituzione delle classi
1. Le classi vengono costituite nel rispetto della riorganizzazione della rete scolastica e delle disponibilità complessive di organico (D.M. 24 luglio 1998, n. 331). 
2. Le sezioni della scuola dell’infanzia e le classi di inizio ciclo vengono formate solo rispetto al numero degli alunni e quindi non è escluso che ci possano essere nella stessa classe per esempio alunni che fanno il tempo normale e alunni che fanno il tempo pieno, cosa peraltro già accaduta in scuole che hanno subito tagli all’organico.
3. Per evitare che ci sia troppa differenza tra l’organico di diritto e quello di fatto, il numero massimo di alunni fissato per la formazione di una classe può essere aumentato del 10%, mentre il numero minimo di alunni fissato per la formazione di una classe può essere ridotto del 10%. In altri termini se il massimo è 30, allora si può aumentare fino a 33, mentre se il minimo e 20 si può diminuire fino a 18. (D.M. 24 luglio 1998, n. 331).
4. Nelle classi in cui sono inseriti alunni disabili il numero massimo di alunni è 22. Tenendo presente però che il numero di classi complessivo deve rispettare i vincoli posti dagli obiettivi di risparmio previsti dalla legge n.133/08, si possono costituire classi, in presenza di alunni disabili con più di 22 alunni.
Il decreto ministeriale 3 giugno 199, n. 141 che modifica il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331, prevede che le classi con alunni disabili non possano avere più di 20 alunni. Nel rispetto dei limiti delle dotazioni organiche le classi con alunni disabili possono essere formate al massimo da 25 alunni. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione.
Costituzione delle classi nella scuola dell’infanzia
1. I modelli previsti sono due: sezioni a 25 ore settimanali oppure a 40 ore settimanali. Verrà pubblicato un apposito regolamento riguardante gli assetti ordinamentali.
2. Le sezioni dovranno essere costituite con non meno di 18 alunni e non più di 26.
3. Costituite le sezioni secondo i parametri fissati gli eventuali alunni in “esubero” vengono ripartiti tra tutte le sezioni, con esclusione di quelle con alunni diversamente abili, fino a un massimo di 28/29 alunni per sezione.
Costituzione delle classi nella scuola primaria
1. I modelli previsti sono: classi a 24 ore settimanali, così come previsto dal decreto legge n. 137/08 convertito dalla legge n. 169/08, classi a 27 ore settimanali con esclusione delle attività opzionali facoltative, così come previsto dal decreto legislativo n. 59/04, classi a 30 ore settimanali, comprensive dell’orario opzionale facoltativo cioè 27 + 3, nei limiti dell’organico disponibile, classi a 40 ore settimanali nei limiti dell’organico previsto per l'a.s. 2008/09.
Le classi a 40 ore settimanali nell'a.s. 2008/09 sono circa 35.000, quindi per il prossimo anno per le classi a 40 ore settimanali saranno disponibili circa 70.000 insegnanti. Se aumenterà il numero di classi, così come sta accadendo negli ultimi anni, l’organico non verrà adeguato, quindi non sarà possibile realizzare in tutte le scuole il Tempo Pieno. In ogni caso il prossimo anno saranno tagliati nella scuola primaria 16.300 insegnanti (12.300 su posto comune + 4.000 specialisti di lingua inglese), non è detto quindi che l’organico per le classi a 40 ore venga preservato. Se tutte le classi prime del prossimo anno, circa 28.000, fossero tutte a 24 ore si risparmierebbero circa 8.000 docenti, quindi meno della metà dell’obiettivo di risparmio previsto.
2. Le classi dovranno essere costituite con non meno di 15 alunni e non più di 27. Le pluriclassi sono costituite con non meno di 8 alunni e non più di 18.
Il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 prevede che le classi della scuola primaria siano costituite con non meno di 10 alunni e non più di 25.Le pluriclassi con non meno di 6 e non più di 12. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione.
3. “Nelle scuole nelle quali si svolgono anche attività a tempo pieno, il numero complessivo delle classi da costituire è determinato sulla base del totale degli alunni iscritti; parimenti il numero delle classi a tempo pieno è determinato in relazione alla richiesta complessiva delle famiglie. Nel caso di eccesso di domande rispetto alle classi da formare, tenuto conto delle limitazioni derivanti dalla consistenza dell’organico assegnato, è rimessa ai consigli di istituto l’indicazione dei criteri generali di ammissione”. (In sostanza è quanto già previsto dal D.M. 24 luglio 1998, n. 331).
 4. Nelle piccole isole e nei comuni montani le classi dovranno essere costituite con almeno 12 alunni.
Insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria
“L’insegnamento della lingua inglese è affidato ad un insegnante di classe opportunamente specializzato. Il piano di formazione linguistica di durata triennale e, nel primo anno, della durata di 150/200 ore, è obbligatorio. I docenti così formati, sono impiegati, nelle prime due classi della scuola primaria e sono assistiti da interventi periodici di formazione linguistica e metodologica anche con i consueti supporti multimediali. Nelle more della conclusione del piano di formazione, in via transitoria e fino all’a.s. 2011/2012, potranno continuare ad essere utilizzati, in caso di carenza di docenti specializzati, docenti specialisti esterni alle classe, per l’intero orario settimanale di docenza previsto dal CCNL. Con specifico provvedimento verranno definiti le modalità di attuazione del piano di formazione.
Costituzione delle classi nella scuola secondaria di primo grado
1. Sono costituite classi prime con almeno 18 alunni e al più 27. Gli alunni in ”esubero” sono ripartiti nelle classi fino a un massimo di 28/29 alunni per classe. Se il numero di iscrizioni è inferiore a 30 viene costituita un sola classe.
Il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 prevede che le classi prime della scuola secondaria di primo grado siano costituite con non meno di 15 alunni e non più di 25. Gli alunni in ”esubero” sono ripartiti nelle classi fino a un massimo di 26/27 alunni per classe. Se il numero di iscrizioni è inferiore a 30 viene costituita un sola classe. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione.
2. Le classi seconde e terze devono essere in numero pari a quelle delle prime e seconde dell’anno precedente. Se il numero medio di alunni per classe è inferiore a 20 si accorpano le classi e si costituiscono le classi secondo i criteri previsti per la formazione delle classi prime.
Il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 prevede che le classi seconde e terze debbano essere in numero pari a quelle delle prime e seconde dell’anno precedente. Se il numero medio di alunni per classe è inferiore a 15 si accorpano le classi e si costituiscono le classi secondo i criteri previsti per la formazione delle classi prime. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione.
3. Nelle piccole isole e nei comuni montani le classi dovranno essere costituite con non meno di 14 alunni. Per le pluriclassi il numero massimo di alunni è 18.
Il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 prevede che nelle piccole isole e nei comuni montani le classi dovranno essere costituite con non meno di 10 alunni. Per le pluriclassi il numero massimo di alunni è 12. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione.
4. “Le classi a tempo prolungato sono autorizzate nei limiti consentiti dalla dotazione organica assegnata a ciascuna provincia e tenendo conto delle esigenze formative complessivamente accertate, purché il numero di richieste avanzate all’atto dell’iscrizione sia sufficiente alla formazione di almeno una classe. La presenza nella scuola o sezione staccata di classi a tempo prolungato e a tempo normale non può dar luogo a un numero di classi superiore a quello derivante dall’applicazione dei criteri” precedentemente enunciati. (In sostanza è quanto già previsto dal D.M. 24 luglio 1998, n. 331). 
Cattedre di lingue straniere nella scuola secondaria di primo grado
“In tutte le classi della scuola secondaria di I grado deve essere impartito l’insegnamento della lingua inglese per tre ore settimanali. Nelle medesime classi deve essere, altresì, impartito, per due ore settimanali, l’insegnamento di una seconda lingua comunitaria (allegato E) decreto legislativo n. 226/05). La scelta della seconda lingua comunitaria deve tener conto dei docenti con contratto a tempo indeterminato presenti nella scuola. Eventuali richieste di trasformazione delle cattedre della seconda lingua comunitaria possono essere accolte dagli Uffici Scolastici Regionali nel caso in cui la cattedra risulti priva di titolare, non vi siano nella provincia docenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato in attesa di sede definitiva, o in soprannumero, e, comunque, non si determinino situazioni di soprannumerarietà.”
Costituzione delle classi nella scuola secondaria di secondo grado.
1.Le prime classi delle scuole secondarie di secondo grado sono costituite con non meno di 27 alunni. La previsione del numero di classi viene fatta dividendo per 27 il numero di iscritti. Gli eventuali alunni in “esubero” vengono ripartiti tra le classi fino a raggiungere al massimo 30 alunni per classe. Se il numero di iscrizioni è inferiore a 30 si costituisce una sola classe.
Il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 prevede che il numero minimo di alunni per classe per le prime delle scuole secondarie di secondo grado sia 25. Si prevede il numero di classi dividendo il numero degli iscritti per 25. Gli alunni in “esubero”sono ripartiti nelle classi fino a raggiungere al massimo 28 alunni per classe. Se il numero di iscrizioni è inferiore a 30 si costituisce una sola classe. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione.
2. Per la costituzione delle classi terze tenendo conto del numero complessivo degli iscritti si utilizzano gli stessi criteri previsti per la costituzione delle classi prime, indipendentemente però dai diversi indirizzi e corsi di studio. (Legge 27 dicembre 2007, n. 244 - Finanziaria 2008)
3. Possono essere costituite classi prime o terze articolate con non meno di 27 alunni, il gruppo minore deve essere costituito da almeno 12 alunni.
Il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 prevede che si possano costituire classi prime o terze articolate con non meno di 25 alunni, il gruppo minore deve essere costituito da almeno 10 alunni. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione. 
4. Nel caso le aule o i laboratori siano di dimensioni limitate si possono costituire classi prime o terze con un numero di studenti inferiore a 27, ma non inferiore a 22.
Il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 prevede che nel caso le aule o i laboratori siano di dimensioni limitate si possano costituire classi con un numero di studenti inferiore a 25, ma non inferiore a 20. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione.
5. Le classi seconde e quarte devono essere in numero pari a quelle delle prime e terze dell’anno precedente. Se il numero medio di alunni per classe è inferiore a 22 si accorpano le classi e si costituiscono le classi secondo i criteri previsti per la formazione delle classi prime e terze.
Il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 prevede che le classi seconde e quarte debbano essere in numero pari a quelle delle prime e terze dell’anno precedente. Se il numero medio di alunni per classe è inferiore a 20 si accorpano le classi e si costituiscono le classi secondo i criteri previsti per la formazione delle classi prime e terze. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione.
6. Le classi quinte devono essere in numero pari a quelle delle quarte dell’anno precedente, ma devono essere costituite da almeno 15 alunni.
Il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 prevede che le classi quinte debbano essere in numero pari a quelle delle quarte dell’anno precedente. La bozza di regolamento peggiora quindi l’attuale situazione.
Cattedre nella scuola secondaria di secondo grado
Tutte le cattedre sono ricondotte a 18 ore settimanali. I docenti che per effetto di tale norma vengano a trovarsi in situazione di soprannumerarietà sono trasferiti d’ufficio secondo la procedura prevista dal CCNI sulla mobilità.
Utilizzo del personale
1. Se per effetto dell’attuazione del piano programmatico previsto dall’articolo 64 del decreto legge n. 112/08 convertito nella legge n. 133/08, “si determinino situazioni di esubero di personale a tempo indeterminato, lo stesso è utilizzato prioritariamente nell’ambito della scuola di titolarità, in subordine in ambito provinciale su posto o frazione di posto eventualmente disponibile per la stessa classe di concorso e, subordinatamente, su posto o frazione di posto relativo ad altro insegnamento, anche in grado diverso di istruzione e nella scuola dell’infanzia, o di sostegno per il quale sia in possesso di abilitazione o titolo di studio coerente. Il medesimo personale viene posto in mobilità professionale qualora in possesso di abilitazione o idoneità per altra classe di concorso o altro posto; si procede, altresì, al trasferimento su posto di sostegno qualora in possesso del previsto titolo di specializzazione”. 
2. “Al fine di raggiungere l’obiettivo della più ampia utilizzazione del personale in soprannumero - qualora le risorse del personale da utilizzare eccedono le disponibilità accertate - si deve prevedere un adeguato numero di provvedimenti di messa a disposizione e la loro ripartizione sul territorio, proporzionale alle esigenze delle singole scuole, con particolare riguardo alla copertura di supplenze di durata non inferiore a cinque mesi. I docenti posti a disposizione sono utilizzabili, sulla base di modalità e criteri definiti in sede di contrattazione regionale, fino alla concorrenza dell’orario d’obbligo settimanale entro il limite di 3 scuole ed avendo riguardo alla loro raggiungibilità.”
Milano, 3 novembre 2008
Mario Piemontese